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| FONDI Sicurezza, Bella parola la sicurezza sul lavoro |
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| Cronache |
| Scritto da Redazione on Martedì 09 Marzo 2010 22:05 |
Tra i fattori generatori di rischio, alle inadempienze da parte delle aziende rispetto alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro va sommata: la disattenzione dei lavoratori che sottovalutano i rischi, la perdita di concentrazione e di attenzione alle circostanze e alle macchine pericolose in quei lavoratori sottoposti ad elevati ritmi di lavoro, e la tendenza ad evitare dispositivi di protezione allo scopo di manovrare più agevolmente ed aumentare così la produttività. Il decreto legislativo comunemente noto come "la 626" ovvero "la legge sulla sicurezza nel lavoro", ha introdotto importanti innovazioni nel campo della salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e, pur senza sostituirsi alla disciplina precedente, cambia completamente l'impostazione della tecnica di prevenzione. Si passa, infatti, da una normativa incentrata su un tipo di intervento sostanzialmente "riparatorio" ad una focalizzata sulla prevenzione e sull'informazione. La normativa, infatti, non riserva più la gestione della sicurezza al datore di lavoro e ai suoi più stretti collaboratori ma, in considerazione della sua importanza, coinvolge tutti i lavoratori nella messa a punto del sistema di sicurezza, sancendo così il passaggio da un sistema incentrato sulle regole ad uno incentrato principalmente sulle singole persone. E se invece di far rumore con nuove leggi che sistematicamente vengono disattese o ignorate o peggio ancora “interpretate” anziché applicate, in lungaggini senza fine, da avvocati e giudici, provassimo a far funzionare seriamente le ispezioni? Gaetano Orticelli
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che scandalo!!!!!!
invece di espropriare i terr



In continuazione vengono promulgate nuove leggi che dovrebbero assicurare ai lavoratori un sistema sicuro di apparati che consentano (almeno sulla carta) di far si che la giornata possa concludersi, per chi deve guadagnarsi il pane, felicemente a casa e non al pronto soccorso di un ospedale o peggio ancora all’obitorio. Nonostante ciò i telegiornali continuano a stilare quotidianamente necrologi di operai.
