Rabat rinsalda le relazioni con Arabia Saudita, Qatar ed Emirati. Al centro della partnership interessi economici, l'alleanza in Medio Oriente e un accordo sul Sahara Occidentale

di Marta Pranzetti

@BlogArabaFenice

Se del vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) del 21 aprile è passata soprattutto sotto i riflettori la “gelida accoglienza” riservata da Riad al presidente americano Barack Obama, non può dirsi lo stesso per la partecipazione di un altro invitato di peso negli equilibri geopolitici della regione nordafricana. La stampa internazionale pare non aver notato, infatti, che il summit è stato il primo al quale ha preso ufficialmente parte il Regno del Marocco, rappresentato dal Re Mohammed VI in persona (nella foto in apertura), dopo l’avvio delle trattative per l’estensione della membership al GCC ai regni di Marocco e Giordania nel 2011.

 In passato alcune riunioni di coordinamento avevano coinvolto i ministri degli Esteri di questi due Paesi che rappresentano le uniche due monarchie arabe al di fuori del Golfo. Ma è con questo summit che è stata cementata una partnership strategica in ambo i sensi, sia sul piano geopolitico che economico.

 Infatti, se all’epoca l’invito di Giordania e Marocco aveva risposto alla necessità di solidificare l’immagine di benessere e stabilità delle monarchie arabe dopo la scossa iniziale delle primavere, per il Regno marocchino era stata l’occasione di cementare un’alleanza già avviata con il partner saudita ma soprattutto di usufruire di importanti fondi di investimento promessi in cambio dai ricchi Stati del Golfo.

 

scambi commerciali

 

Gli affari tra Rabat e Doha

Nel 2011, all’avvio delle trattative, era stato creato il fondo Wessal Capital dotato di ben 2 miliardi di euro di partenza, messi a disposizione da Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait e Qatar per finanziare gli investimenti nelle infrastrutture turistiche in Marocco. Nel 2012 poi, durante un tour di visite di Re Mohammed VI nei Paesi del Golfo, il Marocco era riuscito a strappare l’offerta di 5 miliardi di dollari in donazioni spalmati su cinque anni in cambio di cooperazione sul fronte militare e della sicurezza. Non a caso, nel 2014 i flussi degli investimenti stranieri provenienti dal Golfo sono cresciuti di oltre l’80% rispetto al 2013.

 

Tra l’altro il Marocco con la sua partecipazione al progetto del GCC è riuscito a migliorare anche i rapporti fino ad allora altalenanti con il Qatar. Se al tempo del Re marocchino Hassan II e dell’Emiro Hamad Ibn Khalifa Al Thani non correva buon sangue – per via dell’alleanza tra Marocco e Arabia Saudita e delle posizioni del Qatar sul Sahara Occidentale – con il ricambio generazionale le relazioni tra Rabat e Doha si sono appianate, fino all’aperta riconciliazione nel dicembre del 2013.

 

Il Qatar da allora ha investito in Marocco principalmente nel campo delturismo e nel settore bancario, con un’attenzione rivolta più di recente alsettore energetico. Nel febbraio del 2016 la Qatar Petroleum ha infatti annunciato l’acquisizione del 30% nei blocchi offshore della Chevron Morocco Exploration Ltd a largo di Agadir.

 

donazioni golfo

 

 

Le altre potenze del Golfo non sono rimaste a guardare. Gli Emirati Arabi hanno investito negli ultimi anni in grandi progetti nei settori delle telecomunicazioni, dell’elettricità e dei trasporti coinvolgendo colossi statali emiratini quali Etissalat e Taqa. Mentre l’Arabia Saudita si è concentrata sugli investimenti nelle infrastrutture industriali e nel settore energetico grazie alla partecipazione di holding come ACWA Power.

 

La questione del Sahara Occidentale

In cambio, il Re del Marocco ha garantito l’appoggio militare alla coalizione a guida saudita operativa in Yemen già dal marzo del 2015, così come ha garantito la sua partecipazione alla coalizione islamica contro il terrorismo, sempre annunciata da Riad. Un fronte, quest’ultimo, che più che anti-ISIS appare come un asse filo-sunnita contro Teheran.

 

Ma il sostegno incondizionato di Re Mohammed VI alle recenti strategie geopolitiche del Golfo è stato ampiamente ripagato al vertice del 21 aprile, non tanto in termini economici quanto politico-diplomatici su una questione particolarmente sensibile per il Regno marocchino. Nella dichiarazione conclusiva del vertice gli Stati del GCC hanno riaffermato la sovranità territoriale del Marocco sul Sahara Occidentale.

 

Una questione vecchia di oltre 40 anni, eredità degli assestamenti post-coloniali e degli equilibri di potere della Guerra Fredda, tornata a interessare i media internazionali nelle scorse settimane con il crescere delle tensioni tra Rabat e Nazioni Unite dopo la visita di Ban Ki-moon nei campi saharawi di Tindouf in Algeria. Una questione che, seppur congelata nelle posizioni inconciliabili di Marocco e Fronte Polisario (e Algeria), avrà sicuramente nuovi risvolti.

(grafici Jeune Afrique)

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